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  • Homepanda Acquisisce la Maggioranza di Relab Italia

    Homepanda Acquisisce la Maggioranza di Relab Italia

    Homepanda, agenzia immobiliare “ibrida” leader nel settore, e alumna di ClubDeal Digital, ha acquisito la maggioranza di Relab Italia, azienda di punta nel panorama immobiliare romano. Questo accordo segna la creazione di un gruppo innovativo che unisce per la prima volta in Italia le tecnologie digitali avanzate con il know-how di un network locale di esperti immobiliari. L’operazione, che è entrata in vigore il 22 gennaio 2025, ha dato vita a una nuova realtà che conta già oltre 200 collaboratori e un patrimonio immobiliare di ben 177 milioni di euro. Homepanda e Relab Italia, insieme, si propongono di diventare la tech company di riferimento nel mercato immobiliare italiano, con l’ambizioso obiettivo di espandersi su scala nazionale, partendo dalla capitale.

    Tecnologia e competenza al servizio del settore immobiliare

    Un ecosistema immobiliare unico: tecnologia e relazioni umane per rispondere alle esigenze del mercato

    La visione condivisa dalle due aziende è quella di creare un ecosistema immobiliare unico, dove la tecnologia si integra perfettamente con le competenze dei professionisti e le relazioni umane, mettendo al centro le persone e le loro esigenze. La sinergia tra Homepanda e Relab Italia si tradurrà in un modello operativo innovativo che punta a ottimizzare ogni fase del processo, dalla valutazione immobiliare alla compravendita, rendendo tutto più rapido, sicuro e trasparente. Inoltre, la nuova realtà ha già avviato progetti per sviluppare soluzioni innovative a beneficio dei clienti e degli agenti immobiliari in tutta Italia. Con quattro hub già operativi a Roma e una rete in continua espansione, l’obiettivo di Homepanda e Relab Italia è offrire un’esperienza di compravendita che combina l’efficienza tecnologica con la competenza dei professionisti sul campo. I clienti beneficeranno di valutazioni immobiliari più rapide, esperienze personalizzate e trasparenti, mentre gli agenti potranno accedere a strumenti digitali avanzati e a opportunità di formazione continua.

    Homepanda: la tech company che rivoluziona il mercato immobiliare

    Fondata nel 2018, Homepanda è una tech company che unisce digitalizzazione e una rete di professionisti locali. Grazie alla centralizzazione dei processi e allo sviluppo di strumenti tecnologici avanzati, Homepanda è in grado di offrire una customer experience superiore, riducendo i tempi di vendita e massimizzando i prezzi di realizzo. Nel 2024, quasi il 65% del fatturato di Homepanda è stato generato da compravendite prodotte da contatti provenienti da tecniche avanzate di web marketing.

    Relab Italia: innovazione e competenza nel cuore di Roma

    Fondata nel 2019, Relab Italia è una realtà che ha rapidamente conquistato una posizione di rilievo nel mercato immobiliare romano. Con tre sedi operative a Roma e un modello operativo innovativo, Relab Italia si distingue per la sua “Formula Relab”, che ottimizza ogni fase del processo immobiliare, garantendo trasparenza, efficienza e risultati concreti per i clienti.

  • ClubDeal Spa ottiene l’autorizzazione europea

    ClubDeal Spa ottiene l’autorizzazione europea

    ClubDeal Spa, pioniere nel campo del Private Crowdfunding, annuncia di aver ottenuto la nuova autorizzazione dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) per operare nel settore del crowdfunding. Questo traguardo è stato raggiunto grazie alle comprovate competenze del team interno di ClubDeal Spa, senza il ricorso a supporto legale esterno.

    A chi si rivolge ClubDeal Spa

    ClubDeal Spa, autorizzata dalla Consob a operare sul mercato italiano tramite la piattaforma ClubDealOnline sin dal 2017, si rivolge principalmente a Family OfficeHNWIbusiness angels e banche private.
    Gli aumenti di capitale riguardano un’accurata selezione di ScaleUp innovative e PMI italiane, tra le aziende fino a oggi proposte figurano D-OrbitWearable RoboticsBcodeFrankly Bubble Tea e Kampos.
    L’ottenimento dell’autorizzazione rappresenta un tassello fondamentale per facilitare l’accesso e la gestione di investimenti alternativi attraverso soluzioni tecnologiche avanzate.

    ClubDeal Spa, attraverso la piattaforma digitale ClubDeal Digital, si distingue per la capacità di offrire un’esperienza di investimento privato unica e personalizzata, coniugando innovazione e affidabilità, per rendere gli investimenti alternativi accessibili e gestibili attraverso piattaforme innovative e 100% digitali.

  • Antonio Chiarello nuovo Amministratore Delegato di ClubDeal Spa

    Antonio Chiarello nuovo Amministratore Delegato di ClubDeal Spa

    Il fondatore di ClubDeal Spa, Antonio Chiarello, è il nuovo Amministratore Delegato.

    Antonio Chiarello assume la carica di Amministratore Delegato. Lascia il gruppo Intesa Sanpaolo dove ha contribuito al set up di Neva SGR, società attiva nella gestione di fondi di venture capital, e al lancio dei Fondi Neva First, per dedicarsi  completamente a ClubDeal Spa, che ha fondato nel 2016.

    I suoi oltre 25 anni di esperienza nel mondo degli investimenti alternativi, sono maturati ricoprendo incarichi di responsabilità, oltre che in Neva SGR, in realtà di primo piano quali Marzotto Sim, di cui è stato Amministratore Delegato, UBS Alternative Investments SGR,  di cui è stato Direttore Generale e Antirion SGR (oggi Colliers SGR) di cui è stato fondatore e amministratore delegato.

    Il ritorno alla guida della società avviene in una fase cruciale dello sviluppo dei private market in Italia, un mercato ormai maturo e in forte crescita (2 miliardi di euro di raccolta complessiva nel primo semestre 2023, +16% rispetto allo stesso periodo del 2022, dati Aifi), che sta registrando un’evoluzione delle esigenze di tutti i soggetti coinvolti: investitori, aziende ma anche avvocati, commercialisti, fiscalisti, notai e banche, cioè tutti i professionisti che ruotano intorno alla definizione e al perfezionamento delle operazioni di club deal.

    Attraverso la propria piattaforma digitale ClubDeal Digital, ClubDeal agevola tutte le fasi di investimento e di gestione degli investimenti in real assets già effettuati da investitori privati e istituzionali. Infatti, accedendo a ClubDeal Digital, gli operatori possono usufruire contemporaneamente di:

    • tutti i servizi della piattaforma di Private Crowdfunding ClubDealOnline;
      • tutti i servizi di ClubDealFiduciaria, prima fiduciaria 100% online autorizzata dal MISE;
      • addizionali servizi altamente sofisticati e tecnici, estremamente utili per gli ‘addetti ai lavori’, quali la gestione delle ‘Payment Call’ per i sottoscrittori e i gestori di fondi di Private Equity e Venture Capital e la Cap Table Optimization.

      Il nuovo CEO prende il testimone da Roberto Ferrari, che rimarrà attivamente coinvolto come Presidente di ClubDeal Spa, continuando a contribuire al progetto di sviluppo della società. Con questo cambio di leadership, ClubDeal Spa si prepara ad affrontare le sfide e le opportunità in un mercato in costante evoluzione, mantenendo il suo impegno per l’innovazione e l’eccellenza nei servizi offerti ai propri clienti.

    • CDP Venture Capital co-investe in ClubDeal Spa

      CDP Venture Capital co-investe in ClubDeal Spa

      Il Fondo Rilancio Startup gestito da CDP Venture Capital Sgr ha recentemente concluso un’operazione di investimento nel capitale di ClubDeal Spa per un ammontare di 500mila euro.

      L’operazione rientra in un round di raccolta avviato da ClubDeal che ha raggiunto l’ammontare di 1,5 milioni di euro e che ha visto tra l’altro l’ingresso di alcuni soci rilevanti, tra cui il business angel Giacinto D’Onofrio che vanta un’esperienza di oltre 15 anni nel venture capital in qualità di Partner e Principal di Trilantic Europe.
      L’operazione di CDP, che valorizza la società 18 milioni di euro, è stata realizzata mediante la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi convertibili.

      Il Fondo Rilancio Startup nasce con l’obiettivo di supportare lo sviluppo e sostenere progetti di rilancio di startup e di PMI innovative italiane, al fine di dare un forte impulso all’ecosistema imprenditoriale e contribuire al rilancio economico del Paese.

      A chi si rivolge ClubDeal Spa

      ClubDeal Spa si rivolge non solo a imprese e investitori, ma anche a tutti i professionisti che ruotano intorno alla definizione e al perfezionamento di operazioni di club deal, come avvocati, commercialisti, fiscalisti, notai, banche, mettendo a loro disposizione la piattaforma digitale ClubDeal Digital che permette di accedere a tutti servizi della piattaforma proprietaria di Private Crowdfunding ClubDealOnline (autorizzata da Consob per la sollecitazione al pubblico risparmio), e a quelli di ClubDealFiduciaria, prima fiduciaria 100% online autorizzata dal MISE.

      ClubDeal Digital è la piattaforma digitale al servizio degli investimenti in private assets flessibile, efficiente, tecnologicamente evoluta e compliant con le normative sulla sollecitazione al pubblico risparmio. Permette agli investitori, istituzionali e privati, di semplificare tutte le fasi dell’investimento e la gestione dei propri asset.

      Nel corso degli ultimi 12 mesi il percorso di sviluppo di ClubDeal Spa e del suo ecosistema di servizi digitale accessibile attraverso ClubDeal Digital ha conosciuto diverse tappe importanti. In particolare:

      Ha stretto nuove partnership con Angels for Impact (A4I) e Angels for Women (A4W), associazioni italiane di business angel, attive in particolare nei round di finanziamento early stage, grazie alla quale le due realtà potranno accedere ai servizi offerti da ClubDealFiduciaria; queste partnership si aggiungono a quelle già consolidate con IAG e LA4G
      Attraverso ClubDealOnline ha chiuso con successo l’aumento di capitale a supporto di Wearable Robotics, azienda italiana leader a livello internazionale nel settore degli esoscheletri e della robotica indossabile, raccogliendo oltre 2,5 milioni di euro;
      Sempre con ClubDealOnline, ha chiuso con successo l’aumento di capitale a supporto di Bcode, Start Up e Spin Off del POLIMI attiva in ambito Web3. Nel dettaglio, in tale operazione sono stati raccolti 2 milioni di euro, con un investimento medio di 65.000 euro per sottoscrittore.
      Ha avviato con Bcode una partnership strategica che mira a creare un’infrastruttura tecnologica basata su Blockchain e che agevolerà l’emissione, la negoziazione e la scritturazione di strumenti finanziari tokenizzati, in armonia con il nuovo quadro regolamentare creato dal Decreto Fintech.

      L’operazione per il Fondo Rilancio Startup è stata gestita da Valentina Siclari, Responsabile del Fondo, e Gianluca SansoneInvestment Manager.

      Lo Studio Legale Curtis ha agito al fianco di CDP Venture Capital SGR S.p.A. con un team composto dal Partner, Carmine Gravina, e da Federico Romano, International Corporate Trainee.

      Per ClubDeal Spa l’operazione è stata gestita al 100% da un team interno composto da Silvia Rizzuti, Head of Legal & ComplianceAngela Lo Pinto, Head of Origination, Barbara Bertelè, Head of Marketing e Martino TestaSenior Analyst Origination.

      I profili notarili sono stati curati da Giovannella Condòco-founder di Milano Notai.

    • Wearable Robotics raccoglie 2.5 milioni di euro

      Wearable Robotics raccoglie 2.5 milioni di euro

      Wearable Robotics chiude con successo l’aumento di capitale

      Si chiude con successo l’aumento di capitale a supporto di Wearable Robotics, azienda italiana leader a livello internazionale nel settore degli esoscheletri e della robotica indossabile, raccogliendo oltre 2,5 milioni di euro. L’aumento di capitale ha superato l’obiettivo prefissato in fase di avvio, pari a due milioni di euro. Nel dettaglio, ClubDeal Digital ha sindacato il round da oltre 2,5 milioni di euro, aggiungendo a quanto raccolto attraverso la piattaforma 100% digitale di ClubDealOnline il capitale sottoscritto da Progress Tech Transfer il fondo di investimento focalizzato sulle tecnologie per la sostenibilità generate in collaborazione con la ricerca pubblica italiana, LIFTT, la holding di venture capital presieduta dall’imprenditore-scienziato Stefano Buono e RoboIT, il Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per la Robotica e l’Automazione promosso da CDP Venture Capital SGR.
      Il successo della raccolta è stato possibile anche grazie alla collaborazione con Sparkasse Private Banking, secondo il modello di Private Crowdfunding di ClubDealOnline.

      Chi è Wearable Robotics

      Lanciata nel 2014, Wearable Robotics è una società italiana leader a livello internazionale nel settore degli esoscheletri e della robotica indossabile, specializzata nella creazione di soluzioni robotiche per la riabilitazione motoria e funzionale. Presente in otto paesi, detiene sette brevetti nell’ambito della cinematica, dei sensori, dei sistemi di attuazione e della creazione di esoscheletri. Il prodotto di punta è ALEx RS, un dispositivo robotico indossabile, impiegato nella riabilitazione degli arti superiori per pazienti colpiti da ictus, che lavora in un ambiente completamente virtuale.

      Selezione delle Startup: il ruolo di iStarter

      La decisione di puntare su questa azienda è stata presa alla fine di un accurato processo di scouting condotto dal team di Origination di iStarter che grazie al modello esclusivo di scouting e valutazione delle Startup e ScaleUp, ha affiancato ClubDeal Digital nella raccolta.
      Fondamentale è stato anche il coinvolgimento del Lead Partner Cristiano Fontana che opera da oltre 15 anni nel settore medicale, l’azienda ha superato un processo di valutazione anche dal punto di vista ESG. La scelta si è basata sulla solidità dell’azienda e sul suo buon posizionamento per rafforzare l’internazionalizzazione, avendo all’attivo una partnership con un importante gruppo cinese per la progettazione di esoscheletri a uso industriale, e in pipeline tre nuovi accordi con grossi distributori del settore.

      Nel Sole 24 Ore un articolo di approfondimento.

    • D-Orbit firma un contratto con l’Agenzia Spaziale Europea

      D-Orbit firma un contratto con l’Agenzia Spaziale Europea

      D-Orbit firma un contratto da 26 milioni di euro con ESA 

      D-Orbit l’azienda di logistica spaziale e trasporto orbitale, in collocamento su ClubDealOnline nel 2020 sotto il veicolo D-Spazio Capital Partners, ha annunciato oggi 5 aprile, la firma di un contratto da 26 milioni di euro con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per IRIDE, il programma di osservazione spaziale avviato dal governo italiano che monitorerà le infrastrutture critiche, la qualità dell’aria e le condizioni meteorologiche e fornirà dati per applicazioni per startup commerciali, PMI e industria. Il programma consisterà nella realizzazione di una costellazione satellitare, infrastrutture operative a terra e servizi per la pubblica amministrazione italiana.

      In base al contratto, D-Orbit fornirà un satellite SAR (radar ad apertura sintetica) e ne gestirà il segmento operativo di volo per conto dell’utente finale; l’accordo include anche un’opzione per un ulteriore satellite SAR, del valore di 24 milioni di euro. Il sensore SAR sarà realizzato da MetaSensing, un’azienda italiana specializzata in tecnologie radar avanzate.

      Il programma IRIDE, consisterà in una costellazione satellitare, infrastrutture operative a terra e servizi per la pubblica amministrazione italiana. La costellazione satellitare, che sarà lanciata tra il 2025 e il 2026, utilizzerà diverse tecniche e tecnologie di rilevamento, tra cui l’imaging a microonde e ottico in diverse frequenze, e fornirà dati per applicazioni per startup commerciali, PMI e industria.

      IRIDE supporterà la Protezione Civile italiana e altre organizzazioni nel monitoraggio delle infrastrutture critiche, della qualità dell’aria e delle condizioni meteorologiche. I dati raccolti dalla costellazione saranno utilizzati anche per supportare applicazioni in startup commerciali, PMI e industria.

      Il PNRR ha stanziato circa 2 miliardi di euro per l’economia spaziale nell’ambito della sua Missione di Digitalizzazione.

    • Settima missione di trasporto orbitale per D-Orbit

      Settima missione di trasporto orbitale per D-Orbit

      D-Orbit lancia due ION Satellite Carrier nella sua settima missione 

      D-Orbit l’azienda di logistica spaziale e trasporto orbitale, in collocamento su ClubDealOnline nel 2020 sotto il veicolo D-Spazio Capital Partners, ha lanciato Second Star to the Right, la settima missione commerciale di ION Satellite Carrier (ION), il veicolo di trasferimento orbitale (OTV) di proprietà di D-Orbit, e la prima missione a trasportare nello spazio due ION con un unico lancio.

      Il razzo Falcon 9 è decollato il 3 gennaio 2023, alle 9:56 a.m. ET (14:56 UTC) dallo Space Launch Complex 40 da Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. I due veicoli sono stati rilasciati con successo in un’orbita eliosincrona di 525 chilometri, rispettivamente 01h 24m e 01h 26m dopo il decollo.

      Con il lancio completato con successo, la squadra di controllo missione di D-Orbit sta ora eseguendo le operazioni di lancio e prima messa in orbita (LEOP), una serie di procedure di controllo dello stato di salute del veicolo, in preparazione della fase operativa.

      La collaborazione con i clienti

      ION è un OTV versatile ed efficiente progettato per rilasciare con precisione i satelliti ed eseguire dimostrazioni orbitali di payload di terzi ospitati a bordo. Durante la missione, ION SCV007 e SCV008 rilasceranno i seguenti satelliti:

      • FUTURA-1 e FUTURA-3, rispettivamente un satellite 3U e 6U, progettati da NPC Spacemind. Lo scopo principale dei satelliti è quello di dimostrare in orbita le piattaforme di NPC Spacemind insieme ad ARTICA, un innovativo dispositivo a vela deorbitante il cui scopo è quello di accelerare fortemente il tempo di decadimento orbitale, offrendo una soluzione al problema dei detriti spaziali. Entrambi i veicoli spaziali saranno rilasciati grazie al deployer di CubeSat SMPOD12XL-3X, prodotto da NPC Spacemind. Progettato per offrire qualità e prestazioni, insieme alla massima flessibilità di gestione che consente il reset del meccanismo e il riarmo in pochi secondi, SMPOD mira a garantire tempi di esecuzione ridotti e una forte competitività economica.
      • Quattro CubeSat da 5 kg di Astrocast. I veicoli spaziali, dotati di un sistema di determinazione e il controllo dell’assetto (ADCS) a bordo e di capacità di propulsione per il puntamento preciso e la manovrabilità in orbita, completeranno la copertura globale di Astrocast per il suo servizio IoT.
      • SHARJA-SAT-1 e TAUSAT2, rispettivamente della Sharjah Academy for Astronomy, Space Sciences (SAASST) e della Tel Aviv University (TAU), entrambi a bordo attraverso un contratto con ISIS Space.
        • Sharjah-Sat-1 è la prima missione CubeSat di SAASST, in collaborazione con l’Istanbul Technical University Space Systems Design and Test Laboratory (ITU-SSDTL) e la Sabanci University (SU). Il payload primario del satellite è un rivelatore di raggi X migliorato (iXRD), progettato con l’obiettivo di rilevare raggi X duri da sorgenti di raggi X molto luminose. Il payload secondario è un sistema a doppia telecamera per l’imaging della Terra.
        • TAUSAT2 è un CubeSat 2U sviluppato utilizzando componenti commerciali off-the-shelf (COTS). Il satellite trasporta un payload scientifico di diodi a emissione luminosa che sarà utilizzato per condurre un esperimento scientifico pacifico da parte della TAU nel tracciamento ottico di oggetti in miniatura nello spazio. Inoltre, il satellite include un trasmettitore in banda S per dimostrare un nuovo protocollo di comunicazione, proposto dalla TAU, in vari regimi di segnale/rumore.
      • Kelpie 1 è un CubeSat EPIC 3U, progettato e costruito da AAC Clyde Space. Il satellite fornirà dati del Sistema di Identificazione Automatica (AIS) esclusivamente a ORBCOMM e ai suoi clienti governativi e commerciali, nell’ambito di un accordo esclusivo di “Space Data as a Service”. Kelpie 1, all’avanguardia, pesa solo 4 kg ed è dotato di un’architettura bus proprietaria a basso rumore, di un payload SDR multiplo e di un concetto avanzato di antenna sviluppato da Oxford Space Systems, per massimizzare i rilevamenti AIS per tutti i tipi di messaggi.

      Questa missione includerà anche la dimostrazione in orbita di payload di terze parti:

      • DRAGO-2 (Demonstrator for Remote Analysis of Ground Observations), una fotocamera SWIR compatta sviluppata dall’ Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC) per l’osservazione della Terra dallo spazio. È il successore di DRAGO-1, lanciato con successo e messo in funzione come parte della missione ION SCV002 nel 2021. DRAGO-2 è in grado di ottenere immagini multispettrali di alta qualità nell’infrarosso a onde corte ed è dotato di un’unità di elaborazione delle immagini a bordo, che gli consente di comprimere, criptare e persino applicare complessi algoritmi di elaborazione delle immagini, come la super-risoluzione, alle immagini acquisite.
      • Genergo-2, un nuovo tipo di sistema di propulsione spaziale sviluppato da Genergo per testare nuove specifiche tecniche che serviranno anche per sviluppi futuri. La modellazione e la definizione dell’esperimento in orbita sono state realizzate in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico di Milano.
      • Cryptosat-2, la versione potenziata di un prototipo di nanosatellite sviluppato da Cryptosat per applicazioni crittografiche sicure come voto elettronico,  generazione di beacon casuali affidabili e l’applicazione di ritardi verificabili per contratti intelligenti.

      Second Star to The Right è la prima missione di ION nel 2023. D-Orbit ha lanciato il suo primo ION nel settembre 2020 a bordo di un lanciatore VEGA di Arianespace e successivamente altre cinque missioni a bordo delle missioni Transporter di SpaceX. Con questo lancio, l’Azienda avrà trasportato nello spazio più di 90 payload complessivamente.

      In basso delle foto di ION Satellite Carrier

    • Why VCs Don’t Sign NDAs, and Why You Shouldn’t Worry About It

      Why VCs Don’t Sign NDAs, and Why You Shouldn’t Worry About It

      When sharing their business ideas, founders are often intimidated by the fact that the prospective investors are unwilling to sign a Non-Disclosure Agreement (NDA). NDAs are there to protect businesses by preventing their trade secrets and ideas from getting into the wrong hands. However, for a venture capitalist, the agreement represents an administrative burden and a significant liability.This is the primary reason why Venture Capitalists (VCs) don’t sign NDAs.

      It is natural for an entrepreneur to feel scared and overwhelmed when sending their pitch to a VC firm. After all, they could steal your idea. VCs have the money and resources to steal the idea. So, it would be foolish of you to just handover the business details without any guarantee, don’t you think?

      An NDA fits perfectly in this scenario. Aspects like a yet to be announced corporate relationship, unpublished technologies, issues relating to a patent portfolio, matters of security, or stealth mode companies all sometimes require an NDA. However, before the term sheet is signed and in all other cases, most venture capitalists decline NDAs.

      The thumb rule for an entrepreneur is never to ask a venture capitalist firm to sign an NDA. You can request an NDA if your company absolutely needs one. Why is this?

      This post will discuss the most prominent reasons why VCs don’t sign NDAs and why you shouldn’t worry about it.

      The Role of a VC

      A VC is an investor who gives monetary help to businesses exhibiting high growth potential. In exchange, they take a equity stake in the company. They experience high rates of failure because of the uncertainty with unproven and new enterprises.

      VCs, while providing capital to the business in exchange for equity, ensure that the entrepreneurs have sound ‘unit economics.’ This means that the entrepreneur understands the costs and revenues associated with the fundamentals of the organization’s business model. It also includes mentorship, refinement, and constructive criticism.

      What is an NDA?

      A well-drafted non-disclosure agreement protects a company’s intellectual property. It is a legal agreement between two or more parties. The agreement makes a party subject to legal trouble. This is when if they disclose any of the confidential information, or they use the information for unethical practices. Basically, the agreement defines what is and what is not classified information.

      Many entrepreneurs believe that the investor should sign an agreement in order to prevent them from stealing the company’s business plan or revealing confidential data, particularly to the competitors. However, professional investors with experience almost always refuse to sign the non-disclosure agreement.

      Why VCs don’t sign NDAs is because they are highly vocal, open, and public about their refusal to sign the agreement. So, when entrepreneurs request for signed NDAs, they may come as naive and inexperienced for potential investors.

      Why VCs don’t sign NDAs?

      There are several reasons why VCs don’t sign NDAs:

      1. They have a reputation to maintain

      Investors are looking for good investment opportunities. They have a reputation to maintain. At the time an entrepreneur is pitching them a business idea, they are already looking at three or four similar deals. So, if they sign an NDA and fund another similar deal, it would make the entrepreneur seem like the VC has stolen their idea. So, they are strictly against signing NDAs.

      2. They want you to work on the idea and not them

      Entrepreneurs need to understand that no VC is interested in their idea. They want entrepreneurs and their team and not their ideas. An idea is easy to come by but pulling off that idea is something that requires blood, sweat, and dedication. VCs don’t have the time to do labor to bring that idea to reality. They are investors. The whole point of investing in your business is to make their money work for them. And it will only work when your business accelerates. Therefore, investors prefer to sit back and enjoy the curating and mentoring process, leaving the hard work to entrepreneurs and their team.

      3. They don’t want to waste time or resources on something that is not important to them

      They have made investments in so many businesses already. So, they don’t have the time nor the dedication to build it like someone who started the company. Their goal is to make your business work so that they can reap the benefits of their investment. If your business fails, they lose their money.

      An average VC sees 20 deals per week, which tallies to 1000 deals in a year. Signing an NDA for each of the deals they make could prohibit them from exploring other investment opportunities. If they happen to work with another potential entrepreneur whose idea they like, they would be stuck with the liability of the legal contract that they have with you.

      Even if the investor agrees to sign the agreement, it requires him/her to review and track the compliance purposes. This can only be carried out by a professional attorney. The expenses and time to carry out everything could quickly become more irrational for a professional investor.

      4. They operate on the basis of trust

      Trust is another reason why investors don’t sign NDA. Developing a successful relationship with your investor requires trust. When you approach the investor to invest in your business and then ask them to sign a non-disclosure agreement, it is perceived as rude. It signals that you don’t trust the investor or you don’t understand the early-stage financing system.

      A successful investor always maintains the trust of the entrepreneur. A professional investor that becomes known in the market as someone who reveals confidential business secrets will soon lose their trust and reputation in the market. Investors have a repo to maintain. With a positive reputation, they get great investment opportunities.

      What should entrepreneurs really worry about?

      Many investors advise entrepreneurs just to share the cookie and not the recipe. It is totally up to the entrepreneur on what they want to show and what to hide. If you have something super-secret that no one else should know, just don’t tell. Simple as that. Asking the investor to sign the NDA is like you are questioning their credibility.

      When you are in the market looking for prospective investors, make sure you find someone who already doesn’t have an investment in companies similar to yours. While most professional investors will refrain from investing in your company if they have already made similar investments, there lies the possibility of leaking confidential information to competitors.

      Above all, your actual challenge is to attract investors and not to worry about why VCs don’t sign NDAs. They will try to manipulate you with numbers. If your first meeting goes well, things will go smoothly down the road.

      Fonte: Synvest Capital

    • Kampos: il lusso sostenibile in aumento di capitale su ClubDealOnline

      Kampos: il lusso sostenibile in aumento di capitale su ClubDealOnline

      Kampos è il brand di moda di lusso selezionato da ClubDealOnline e Pambianco come opportunità di investimento.

      Il mercato del lusso

      Secondo Altagamma e Boston Consulting Group (2020) il mercato del lusso si aggira intorno ai 900 miliardi di euro (con crescita del 2-3%), inoltre lo studio Global Powers of Luxury Goods, condotto annualmente da Deloitte, conferma l’Italia come Paese leader del settore del fashion luxury a livello mondiale.
      Sono i clienti più giovani che contribuiscono maggiormente alla crescita, la pandemia ha infatti aumentato nelle nuove generazioni il desiderio di prendersi cura di sé stessi e del pianeta, riscoprendo l’utilizzo di nuovi materiali come ad esempio i tessuti sostenibili. D’altro lato anche le aziende mostrano sempre più interesse a sviluppare nuove tecnologie che consentono di utilizzare alternative scalabili e sostenibili anche per quanto riguarda il semplice confezionamento dei prodotti.

      Analizzando nel dettaglio il mercato dello swimwear, questo ha notevoli prospettive di crescita con CAGR pari a 6,42% per il periodo 2022-2026.
      In particolare il mercato che crescerà di più sarà quello asiatico nonostante il nord America goda del market size più ampio.
      I veri consumatori del lusso sono considerati circa 18 milioni, e i dieci principali paesi sono Cina, USA, Italia, Francia, Germania, UK, Giappone, Corea del Sud e Russia.

      Chi è Kampos

      Kampos è un brand di moda di lusso che si occupa della creazione di abbigliamento da mare e costumi da bagno sostenibili fatti in Italia.
      Il nome prende ispirazione dal cavalluccio marino e deriva da un’abbreviazione della parola di origine greca Hyppo Kampos.
      Produce e commercializza abbigliamento mare per uomo, donna e bambino realizzato esclusivamente con materiali riciclati come plastiche di bottiglia e reti da pesca abbandonate in mare e tessuti organici. I suoi costumi garantiscono un’elevata resistenza al salino, alle creme solari e al cloro delle piscine e hanno la peculiarità di poter essere riciclati nuovamente alla fine del loro utilizzo, senza limiti di tempo.

      Kampos si impegna ad essere un leader della sostenibilità in 4 modi:

      1. Politica Zero-Plastica: non utilizza plastica monouso, né nei prodotti né nei negli imballaggi.
      2. Design consapevole & materiali responsabili: il design aumenta la consapevolezza delle problematiche legate alla pesca eccessiva e all’inquinamento marino. Tutti i prodotti sono realizzati con bottiglie di plastica riciclate, reti da pesca abbandonate o altri tessuti di nylon e/o organici riciclati.
      3. Imballaggi riciclati: utilizza materiali riciclati per gli imballaggi. Sono tutti 100% riciclabili e certificati FSC/PEFC.
      4. Inquinamento marino: è Partner ufficiale Coral Conservation Project, iniziativa lanciata nel 2009 da Planhotel Hospitality Group e dall’Università degli Studi di Milano Bicocca, il cui scopo è ripristinare la barriera corallina delle Maldive.

      Certificazioni Kampos

      Il marchio ha inoltre ottenuto prestigiose certificazioni internazionali, tra cui B CORPPOSITIVE LUXURY GOOD ON YOU.

      Punti vendita Kampos

      Nel 2022 il brand conta 9 boutique in Italia e 3 all’estero, di cui due alle Maldive e una in Corea del Sud. In Italia i punti vendita si trovano nelle località turistiche più rinomate e strategiche: Porto Cervo, Porto Rotondo, San Pantaleo, Forte dei Marmi, Alassio, Pietrasanta, Porto Rafael, Aeroporto Olbia Costa Smeralda, Santa Margherita Ligure in prossima apertura.
      Recentemente è stato chiuso un accordo per un nuovo canale di distribuzione con la nuova offerta Msc Explora Luxury Cruise.
      Entro il 2023 prevede di aprire altri punti vendita in Italia e di espandersi in Francia, Spagna e Grecia, nel 2024 è invece prevista l’apertura di negozi a Miami e nei Caraibi.

      Tutti i negozi seguono lo stile tipico di Kampos, il design è infatti unico nel suo genere ed è studiato e pensato dall’azienda.
      Claudia Filigheddu è l’artista che accompagna Kampos dall’apertura della prima boutique a Porto Cervo nel 2020. Ha creato meravigliosi dipinti all’esterno e all’interno delle boutique, donando ad ognuna di queste uno stile unico e inconfondibile, i design inoltre vengono inoltre utilizzati anche per creare le stampe del brand.

      L’opportunità di investimento

      Per essere selezionata da ClubDealOnline e Pambianco come opportunità di investimento, l’azienda ha soddisfatto alcuni importanti requisiti: un business model innovativo; forti contenuti di sostenibilità, focus su digital, e-commerce e distribuzione diretta; progetti b2b con contenuto disruptive su processi consolidati nella industry.

      Si tratta quindi di un’opportunità unica di investimento e proposta in esclusiva su www.clubdealonline.com.

      Per sapere di più e scoprire l’opportunità di investimento, accedi su Clubdealonline o candidati, riceverai tutte le informazioni e la documentazione. Oppure scrivi a info@clubdealonline.com.

    • ClubDealFiduciaria: partnership con Italian Angels for Growth

      ClubDealFiduciaria: partnership con Italian Angels for Growth

      ClubDealFiduciaria, fiduciaria 100% online, ha siglato una partnership con Italian Angels for Growth (IAG), il più grande network di business angel italiani, attivi in particolare nei round di finanziamento early stage in aziende dei settori Life Science, Deep Tech, Digital e Fintech.

      Grazie a questo accordo, IAG semplifica la gestione di tutte le future operazioni di club deal, tramite processi snelli e a costi contenuti, che beneficiano dell’expertise tecnologica e dei servizi interamente digitaliseamless e di semplice utilizzo offerti da ClubDealFiduciaria.

      ClubDeal Digital Platform, la piattaforma 100% digitale, permetterà di efficientare la partecipazione dei club member ai singoli club deal e faciliterà l’amministrazione delle partecipazioni e la consultazione della reportistica e della rendicontazione periodica di ciascuna società in portafoglio. Inoltre, l’utilizzo della piattaforma semplificherà l’invio della documentazione ai fini dei benefici fiscali e la cessione delle partecipazioni.

      Il network, che quest’anno festeggia i 15 anni dalla sua costituzione, si è significativamente evoluto nel tempo passando da un gruppo circoscritto di business angels al principale operatore nel seed venture capital italiano. Nel tempo si sono avvicendati oltre 500 investitori e oggi IAG realizza oltre 20 operazioni ogni anno. Questa continua crescita ha guidato la scelta verso un modello di investimento più snello e adeguato agli attuali volumi di investimento. I soci IAG hanno adottato fino ad oggi lo strumento del veicolo tramite persona giuridica SRL per finalizzare le operazioni di investimento dei club deal. Questo permetteva la raccolta dei capitali di una moltitudine di investitori in un’unica entità che potesse tutelare i soci grazie ai diritti e doveri inclusi nello statuto e nei patti parasociali del veicolo stesso, tuttavia, mostrando alcuni limiti sulle tempistiche e rigidità di adattamento in base alle dinamiche degli investimenti.  

      Primo round di raccolta di Built AI con i servizi di ClubDealFiduciaria

      ClubDealFiduciaria e IAG hanno già lavorato insieme al primo round di raccolta nell’ambito della partnership: Built AI, piattaforma di analisi per gli investimenti immobiliari commerciali. Attraverso un algoritmo basato sull’intelligenza artificiale, in grado di elaborare una enorme mole di dati, Built AI consente ai professionisti del real estate di analizzare le opportunità offerte dagli immobili commerciali in modo più rapido ed efficiente, supportandoli nelle decisioni di investimento.

      Il round di raccolta per Built AI rappresenta la prima operazione che ha dato avvio alla collaborazione: ClubDealFiduciaria e IAG sono già al lavoro sulle successive che verranno concluse prossimamente.

      Per scoprire tutti i servizi di ClubDealFiduciaria visita www.clubdealfiduciaria.com